quanto pesa un calamaro pulito?

Luglio 7, 2009 by quasimamma

non scrivo mai un post dietro l’altro.. ma questo mi viene dal cuore.

Come minchia ci arriva uno da google al mio blog cercando quanto pesa un calamaro pulito? E gli altri non sono da meno. Bohhhhh

quanto pesa un calamaro

i figli e la relatività

Luglio 6, 2009 by quasimamma

c’era un periodo in cui se  mi parlavano di tempo, con aria fintamente dotta, enunciavo qualche principio di relatività ristretta.

c’era un periodo in cui non combattevo ogni giorno con pannolini merdosi, seno dolente e sorrisi da guinnes del mio scarrafone.

La maternità è un periodo alquanto strano. Il tempo non si misura più in secondi, minuti o ore..

il tempo si misura in poppate.

Una lavatrice dura una poppata e mezzo; no non vado al supermercato perchè si sveglia e vuole la poppata; la notte se ti va bene dura 1 poppata, se ti va male vuole anche tre poppate perchè ha fame. Si vive tra una poppata e l’altra e ci si organizza in funzione delle poppate. La cosa non è tanto strana penserete voi milioni di lettori che frequentano questo blog. Quando hai orari e si può fare una ben precisa equivalenza di

1 poppata= 3 ore

mio figlio non ragiona così. Lui è una equazione a più incognite. Diversi fattori intervengono nella richiesta di poppate. C’e’ la variabile fame, la variabile sete, la variabile “mamma stiamo vicini come due piselli in un baccello.. bacceeeello” (vince un premio chi mi indovina la citazione); c’e’ la variabile – di peso non indifferente- del: “mi sono svegliato ora ora.. controlliamo se nel frattempo le tette di mamma sono sempre qui”; c’e’ anche la variabile di “il ciuccio è brutto, non esce latte e non è come la mia mamma”. Insomma mio figlio fa quel che minchia gli pare. E la mamma non riesce ad organizzarsi neanche per mangiare decentemente.

Adesso per aggiornare i milioni di lettori citati prima vi dico le news.

Forse dal 18 al 25 luglio sono a Catania. Ho deciso (quasi) che chiedo il trasferimento a Siena per le ultime 4 materie, fossanche per prendere solo la triennale. Non riesco mentalmente ad aprire un libro per materie impegnative come quelle che sono rimaste, per non parlare della variabile culo che serve in una di queste. Io sto bene. Al mare è stato un incanto. 10 giorni così con Paolo a mia disposizione li farei ogni 3 giorni. A settembre se me lo pigliano mando Franci al Nido e cerco lavoro, part-time o qualcosa del genere. Troverò? bohhhhh

Paolo russa, Francesco russa e si lamenta, la notte è silenziosa se escludi questi rumori dal tuo cervello. E’ una di quelle notte da passare a scrivere un racconto, e immaginarsi una storia. E’ una di quelle notti da chat scanzonata, a tratti seria e filosofica, con spunti maliziosi e punte di porno-ilarità. E’ una di quelle notti che resteresti sveglia a struggerti in giocate online e commenti di cuttigghio con i giocatori. Una di quelle notte che ci fosse Allanon in vena di gioco e in carenza di sonno sarebbe fatta e la notte si sfangherebbe così. La notte è magica. Il magnetismo è opposto. Tutti dormono tranne chi va fuori a divertirsi, o chi sta in casa a navigare e parlare o farsi le seghe su siti porno o farsele solo mentali. La filosofia del popolo della notte è indubbiamente più affascinante dei mattinieri che vanno a letto presto.

Ma se ti va bene la notte dura 1 poppata ed è meglio che ti sbrighi a chiudere. Perchè tuo figlio si lamenta. E forse si sta svegliando. E tu fai una smorfia e poi ti giri a guardare e lui tra i lacrimoni ti fa un sorriso.

E la notte diventa giorno.

Perchè niente è paragonabile al sorriso di chi ripone tutta la sua speranza di vita in te.

Vado a nanna popolo della notte. Nel buio, illuminato dai vostri monitor, chattate, giocate, trombate o fatevi le seghe.  Ridete, piangete e vivete intensamente questa notte piena di possibilità e imprevisti.

Ho sonno.

diario di guerra: 3 mesi, 3 settimane e 3 giorni

Maggio 24, 2009 by quasimamma

Una puntina bianca e tanta bava .. Francesco ha messo forse il primo dentino. Solo che non è dove dovrebbe essere, nel senso che non è un incisivo! E’ più dietro.

Amore della mamma, che fai le cose strane, che stai dritto in piedi come fossi un uomo grande, che russi come un uomo grande, che chiacchieri nel sonno la notte come babbo.. che ti chiamano ivuzzo tanto somigli al nonno..

Insomma amore della mamma.. ti spunta il primo dentino e non mi dici nulla? Non posso infilarti un dito in bocca ogni volta che voglio sapere le cose, tienilo bene a mente. Che se per caso temo ti siano venute le emorroidi la cosa comincia a non convenirti più!

l’ora del vaccino

Maggio 13, 2009 by quasimamma

il mio piccolino ieri si è vaccinato.

Come tutte le mamme sapevo che il vaccino può provocare al neonato sonnolenza, irritabilità, febbre, inappetenza.

Mio figlio non ha letto le note illustrative del vaccino, o per lo meno le ha lette parzialmente. E’ quasi sempre sveglio, irritabile e con una fame incredibile. In più ieri aveva un poco di febbre. Piange anche se metti un sopracciglio in una posizione che a lui non piace. E direi che secondo me se ne approfitta. E’ una cozza attaccata allo scoglio, dove lo scoglio sarei io. Ecco appunto. Si sta lamentando. Vuole arrampicarsi nel suo scoglio preferito, e bere dalla tetta della mamma.

mi prosciugherò?

Cara mamma

Maggio 10, 2009 by quasimamma

Cara mamma,

che ci sei sempre stata, e sempre ci sarai,

che sei disordinata come non mai

che hai una testa vuota che si dimentica le cose manco il tempo di riporle

che sei testarda come un mulo

che neghi a volte pure l’evidenza pur di aver sempre ragione …

Cara mamma..

Un giorno in un balcone, mi regalasti i gioielli più preziosi al mondo..

più cari dell’oro, più belli del platino.

Io ancora indosso una collana fatta con un rarissimo raggio di luna

e splende come non mai.

E le persone a volte mi chiedono come mai non porto gioielli..

ma mamma solo pochi sanno che in realtà sono addobbata come una principessa.

Non vedono quel raggio di luna che mi segue sempre.

Non vedono che non ho bisogno di oro o argento,

perchè nel cuore ho sempre il pensiero della mia mamma.

Ti voglio bene, Elena.

diario di guerra: 1 mese e 2 giorni

Marzo 3, 2009 by quasimamma

Sto cercando di scrivere piano piano per finire prima che mio figlio si svegli e reclami la tetta.

Intanto a chi mi ha chiesto: No non ho intenzione di cambiare il nick e il titolo del mio blog. Perchè ancora non mi sento una mamma completa, perchè forse non mi ci sentirò mai. Quasimamma è perfetto.

La vita procede nel migliore dei modi, tra tetta, cacca, tetta, pipì, tetta, vomito, tetta, rigurgito.. no tesoro della mamma niente più tetta che hai vomitato e rigurgitato.. sono intransigente.. sisi.. non piangere su amore mio.. ok..ok solo un pochino di tetta. Chiaramente ho la spina dorsale di un calamaro e non dico manco seppia che sono animali che almeno una specie di osso spugnoso lo hanno. Io manco quello.

Mio figlio piange e io li a cercare di consolarlo. Chiaramente c’e’ un solo modo di consolarlo. Una tetta in bocca. Io ne ho due, piene di caldo latte; magra consolazione perchè ce ne vorrebbero almeno una decina.

L’ultima impresa del mio pargolino:

Ciuccia il suo lattuzzo adorato e mi accorgo che ha cachicchiato. Più per fede vado a controllare perchè in realtà la cacchina santa del mio ometto non puzza, solo un aroma leggero di yogurth (e non sono ironica.. yogurt bianco senza zucchero.. è quello l’odore). Lo pulisco con una salviettina e metto il pannolino pulito. Mentre attacco la seconda linguetta lui decide che è venuto il momento di fare pipì. Si bagna l’asciugamano sotto di lui e il body. Al che il genio del male del mio amoruccio numero uno suggerisce di fare a questo punto il bagno. Ok lo spoglio e si fa il bagno tra le proteste e gli urli di Francesco.  Lo metto nel fasciatoio e vomita un pochino.. niente di che. vado per mettergli il pannolino ma prima che riesca ad avvicinarlo, ecco un altra pipì che bagna tutto il fasciatoio. Con pazienza si cambia tutto e si veste. Rigurgito. Altra ciucciatina consolatoria di un minuto per tutti gli strapazzi. Lascia il capezzolo e mi sorride soddisfatto mentre dal basso emette un rumore inequivocabile: La cacca.

E’ nato il piccolo Francesco

Febbraio 10, 2009 by quasimamma

La nascita del mio piccolo era come sapete prevista per il 29 gennaio.
Il 27 Gennaio alle 8:30 del mattino mi si rompono le acque.
Panico
Panico
Il mio fidanzato è al lavoro, sta guidando uno scuolabus con 40 bimbi, come cavolo faccio a chiamare proprio lui? L’alternativa era il suocero che si sarebbe schiantato contro un muro per l’ansia.
Seduta nel Wc con ancora le acque che perdevo, fortunatamente limpide e chiarissime, chiamo il futuro babbo: “amore senti, c’e’ che mi si sono rotte le acque.. ma stai tranquillo abbiamo tutto il tempo, tu finisci il giro e vieni, io nel frattempo mi faccio la doccia, non mi richiamare mi raccomando che sono sotto l’acqua.
Dopo mezzora lui era a casa, io stavo finendo di preparare la borsa. Si l’ho finita ad acque già rotte .
Andiamo in ospedale e mi presento in reparto.
scusi io dovevo partorire giovedì ma mi si sono rotte le acque
Subito si sono messi in moto. Mi sdraio e faccio un tracciato. Volevano vedere il bimbo muoversi. Ora inutile dire a tutte che mio figlio aveva (ed ha tuttora) ritmi notte-giorno invertiti. Lui dormiva.. e loro mi scuotevano la pancia. Alla fine si è incavolato di brutto e ha cominciato a tempestarmi la pancia di calcetti per farmi contenta. Tolgono il tracciato e mi visita prima l’ostetrica, poi l’allieva ostetrica (che si è scusata ma non sentiva nulla.. era imbarazzata, ma così devono imparare poi era delicatissima quindi che impari 5 minuti sulla mia pelle se non mi fa male). Poi arriva il medico e mi visita. Un dolore cane. Quasi piangevo. Collo chiuso e raccorciato al 30%. Vabbe dice lui, se abbiamo uno spazietto oggi finisco i cesarei programmati e faccio te.
come lo chiamate?”
Il mio fidanzato e io ci guardiamo negli occhi con un momento di panico. Ancora non si era deciso nulla. FRANCESCO diciamo quasi insieme. Che era la mia proposta iniziale.
Insomma passa tempo e arriva l’anestesista a prendermi la vena per la flebo che mi avrebbe fatto compagnia per i seguenti 3 giorni. Poi l’ostetrica formato barbiere di siviglia che mi tosa, li dove non dovrebbe mai mettere mano nessun altro se non l’estetista. Poi aimè è l’ora del catetere. Un leggero bruciore ed è passato anche quello.
E’ l’una e qualcosa. E’ arrivato il momento.
Portano il lettino in sala operatoria e mi siedo. L’anestesista (erano due in effetti) prepara la spinale.
scusi ma una preanestesia per non sentire l’ago?
Risate generali, alla mia richiesta dell’anestesia per la spinale.
Insomma mi ficcano questo ago nella schiena e li un po’ male fa, dura mezzo minuto circa. Io avevo il terrore che cominciassero a tagliare prima che l’anestesia faccia effetto e glielo dico. Loro molto rassicuranti mi dicono che fanno delle prove prima ma io insisto.
Alla fine chiedo un ulteriore prova e l’anestesista mi fa: “guarda che già hanno tagliato il primo strato”
Non sento nulla fino a che un leggero sciabordio nella pancia, uno scuotimento interno. E poi un pianto disperato.
E’ Francesco che piange. E come piange. Me lo fanno vedere un secondino da sopra il telo che mi copre il corpo e lo portano via. E continuano a fare tutte le loro cosine, mentre le lacrime scendono nel viso anche se non voglio che mi vergogno. E mentre mi ricuciono sento il bimbo piangere disperato manco lo stessero torturando. Poi viene l’ostetrica e me lo fa vedere un secondino, tutto pulito. E’ un puffo tanto è blu dal freddo, Ha la pelle morbida e profumata, una testina capelluta, e occhi grandi e leggermente a mandorla. Me lo fa baciare nel capo e poi si scusa e lo porta via perchè il piccolino ha freddo ed è meglio metterlo in incubatrice come da prassi per qualche ora.
A siena di routine tengono i bimbi cesarizzati in incubatrice per 4 ore. Dopo qualche minuto in incubatrice al calduccio ha smesso di piangere e si è addormentato tranquillo.
Il babbo ha assistito al parto, eccezionalmente, da dietro un vetro. Mi ha detto che capisce perchè non fanno assistere. E’ molto cruento vedere la propria donna, la donna che ami, praticamente aperta a forza da 2 chilurghi per dilatare l’addome e fare uscire il bimbo. Per lui c’era. Io ho pianto quando francesco ha pianto. Lui ha pianto con me, anche se distante qualche metro.
Insomma mi ricuciono e mi portano in stanza. Fino alla sera non sentivo nulla, ne gambe ne’ pancia (fortunatamente oserei dire). Per 24H mi hanno fatto stare sdraiata ma dopo 4 h mi hanno portato il piccolo e me lo hanno fatto attaccare al seno.
A tuttoggi il piccolo ogni tanto ha difficoltà, pur avendo latte in abbondanza. Si vede che ho il seno grosso, i capezzoli strani che ne so. Ma lui ci sta 10 minuti buoni ogni volta che deve mangiare.
Il mio fidanzato mi fa tutte e 4 le notti che sono stata in ospedale. E’ stato meraviglioso. Io senza di lui non avrei potuto resistere a tutte le pressioni che ha una madre appena diventata tale. E il piccolo non si attacca, e sta dimagrendo troppo, ma perchè non mangia, ma perchè non gli danno nulla.. questi i bei commenti dei nonni e parentame vario che non capiscono assolutamente nulla in quel momento. Non capiscono proprio che già c’e’ una mamma in crisi e invece di incoraggiarla la rendono più nervosa…La parte più difficile è stata la politica dell’ospedale di siena di non dare nessuna aggiunta di latte artificiale al bimbo se non ti viene il latte. Il bimbo deve attaccarsi il più possibile per favorire la montata lattea.
Si ok ma che me ne frega a me della montata lattea quando ho un frugoletto che disperato piange di fame? datemi il latte artificiale, datemi una bistecca, datemi quello che volete ma cibate mio figlio.
Infatti a me il latte sapete quando mi è venuto? La sera che sono tornata a casa, quando lui aveva bevuto a pranzo il latte artificiale, io ero tranquilla che stesse bene e lui era tranquillo e si attaccava meglio.
Concludo dicendo che non è stato affatto facile per me. Troppe novità in una volta sola e troppe persone insensibili ai sentimenti di una persona che si trova in uno stato emotivamente fragile. E Ho capito per un attimo la depressione post-parto. E penso di esserci andata vicina di molto.. Se non avessi avuto quella splendida persona che è il mio fidanzato, che la notte stava sveglio da un lato ad accarezzarmi i capelli, dall’altro a sorvegliare i bisogni di suo figlio accanto nella cullina. Lo amo ogni giorno di più. perchè è il padre di mio figlio, perchè è il mio uomo.

mia madre e la genesi di un buco nero

Novembre 26, 2008 by quasimamma

leggevo una cosa scritta da me anni fa.. ancora oggi è molto veritiera…

30 anni di studi scientifici su mia madre hanno portato la sottoscritta verso un’unica e incredibile verità. Mia madre non è umana. Non è neanche aliena. E’ un essere superiore venuto sulla terra per destabilizzare gli equilibri cosmologici che annoiavano gli altri esseri superiori come lei.

Recita una definizione di buco nero da sapere.it: ” in astronomia, singolarità gravitazionale, cioè punto dello spazio in cui una massa finita raggiunge una densità infinita, che si produce a seguito del collasso di una stella o per accumulo di masse stellari collassate al centro di galassie attive”

Consideriamo la mia casa come un esempio di galassia attiva. E’ sicuramente una galassia attiva, se accettiamo il postulato di mia madre per cui io e mia sorella siamo astri del firmamento, come sempre mi diceva da piccola. Una galassia è formata da stelle, io sono una stella, io abito a casa mia, casa mia è una galassia. Il ragionamento non fa una piega.

Mia madre sta accumulando materiale su materiale, organico e non, all’interno di questa galassia-casa. Non ho mai capito lo scopo razionale di un operazione simile. Adesso finalmente l’illuminazione. Vuol fare collassare la galassia-casa. Mia madre sta per creare un buco nero.

Ci siamo pericolosamente vicini.

Stavo per morire e non lo sapete.. e siamo a 28 settimane

Novembre 20, 2008 by quasimamma

Sono le 7 e 30. Ho appena attaccato la lavatrice tutta fiera di me pensando che era l’ultima da fare, poi per scrupolo ho controllato anche il cesto in garage e ho scoperto che era pieno! Lo eliminerò il bastardo, bruciandolo dopo averlo sciolto nell’acido e fatto a pezzetti con l’accetta.

Ok è un periodo che sono nervosa.

Non scrivo da un pochino. E sono successe tante cose.

Dovete sapere che un bel giorno di fine ottobre decido che è il momento di fare il corso preparto. Tutta fiera del mio spirito di iniziativa, sostenuto da un amica che mi avrebbe fatto compagnia, mi informo su tutto. Chiamo l’ostetrica che lo tiene -credetemi che è una fatica per me sostenere conversazioni con estranei al telefono- e lei mi informa che serve il certificato di sana e robusta costituzione.

Babè penso. Non ci sono problemi ad averlo no? Chi si fa problemi per un corso preparto in cui al massimo mi suda un sopracciglio?

Nelle migliori storie a questo punto entra in scena l’elemento di ostacolo. Siccome le storie di vita vissute sono le migliori da raccontare ecco che pure nella mia entra un imprevisto. E’ un rubicondo signore sulla quarantina-cinquantina. Simpatico e gioviale. Mi guarda gli occhi, la panza e mi dice di sdraiarmi nel lettino.

Premesso che è una cattiveria dire ad una gravida di sdraiarsi sul lettino, visto che non conosco più la posizione a pancia in sù da tre mesi almeno e che soffoco appena sto a pancia in su e dormo costantemente di fianco, perchè se puta caso mi giro nel sonno sono incubi e mi sveglio letteralmente boccheggiando.

DUDUM DUDUM FFFFF DUDUM DUDUM FFFFFF

-ma sento qualcosa che non va. Una sorta di soffio. Fai una bella visita cardiologica. Ecocardiogramma e Ecografia cardiaca. Chiaramente niente certificato, è una cosa seria, non ci perdere tempo che non ne hai tempo da perdere-

Ecco penso io, che non sono un tipo ansioso ma sono tendenzialmente ipocondriaca e quindi se mi dicono una malattia io la ho sicuro. Ecco penso. Ho problemi cardiaci. Comincerò a prendere la cardioaspirina, morirò presto, avrò il pacemaker…

Incontro per caso la mia ginecologa che mi dice di stare tranquilla e di farmi questa visita ma i soffi li abbiamo una maggioranza delle persone e campiamo tranquilli anche in gravidanza. Mi tranquillizzo ma non troppo e affronto il viaggio a Catania con il mio amore.

Il giorno dopo l’arrivo a Catania mia madre, che non era tranquilla per nulla mi trascina dal cardiologo. Un Omino bassino e grassottello, dall’aria simpatica e cordiale. Trentanni di esperienza e primario di un reparto di cardiologia. Lui non sente nulla. Per sicurezza si fa sia l’elettrocardiogramma sia l’ecografia. Nulla da rilevare. Ci tranquillizziamo e affrontiamo la si fa per dire vacanza a Catania.

Torno a Siena e si va dal dottore, tutta contenta e con in mano anche delle analisi del sangue fatte a Catania, un poco sballate a dir la verità ma io che non ho mai avuto nulla in gravidanza se non la nausea, maledetta nausea, non ci do peso.

-Dottore non ho nulla. E’ tutto pulito. ECG ed Eco non hanno rilevato nulla, e il cardiologo (primario ripeto in un reparto di cardiologia) non ha sentito nulla.-

-Io l’ho sentito! risdraiati.-

Allora è un vizio. Sdraiata mi sento maleeee, in quale lingua devo dirlo? Tu non senti un soffio, senti il respiro di una che sta per morire di asfissia, senti il rantolo della morte altro che soffio. Vabbene mi sdraio.

-Vedi che lo sento? c’e’.. adesso ti chiamo il collega cardiologo. Collega tu senti qualcosa proprio qui? Beh si qualcosa c’e’ facciamo un controllo che non si sa mai-

Inutile ribadire senza mandare affanculo tutti che io il controllo l’ho già fatto. Figuriamoci se ci si fida di un medico del Sud. Calo le corna e riprenoto (a pagamento) il controllo a Siena.

Secondo voi cosa hanno trovato?

Nulla.

Nessun soffio. Per caso analizzando il cuore ha visto un assottigliamento in una membrana, forse un foro impercettibile non chiuso per bene dalla nascita. Niente da intervenire ma sarebbe meglio saperlo. Mi ha consigliato un’analisi da fare chiaramente a pagamento, ma anche dopo a saperlo per questa cosa non si interviene.

la ginecologa mi dice: beh e che ti doveva dire, se a Catania già non avevano sentito nulla. Per il forame non preoccuparti e questa analisi la facciamo solo dopo che partorisci.

Vado dal medico.

-Non è possibile, io lo sento. Il collega lo sente. Non me lo sono inventato il soffio. E’ che stavi nella posizione sbagliata, il medico ti doveva fare stare sdraiata così lo sentiva. AHHHH vedi che c’e’ qualcosa? Questo forame è da investigare sisi.. sentivo questo. Magari quando stai sdraiata si apre di più e si sente. Così io l’ho sentito.-

Mavaffanculo va!

(segue, ma adesso devo chiudere che in questa posizione ci sto male)

non una scimmietta.. un galletto vallespluga

Ottobre 17, 2008 by quasimamma

La mia Doc non ha resistito al mio sguardo pietoso e mi ha rifatto l’ecografia. Ha preso tutte le misure per bene ed è riuscita ad inquadrarlo in un modo che quasi piangevo. L’ho visto bene, con le manine a pugno davanti alla boccuccia e il nasino a patatina (tutto la mamma si). Chiaramente l’ho visto dopo che il quasibabbo aveva intravisto già da mezzora il viso e gli occhi che a me parevano stomaco e vescica…

E’ definitivo. Un maschietto. Che mi dava le botte mentre la Doc mi passava l’ecografo e io le vedevo nello schermo e le sentivo nella pancia. Le sentiva anche la Doc e rideva…
Insomma dalle tabelle su internet è lungo 33 cm e pesa 800gr. Un gallettino vallespluga.

Quindi tutto a posto. Tranne che il mio medico di famiglia mi ha visitato per avere un certificato di sana e robusta costituzione per il corso preparto e visitandomi ha sentito il cuore e ha deciso che il certificato non me lo fa finchè non passo visita cardiologica. Si vede tema un infarto quando vedrò il video del parto, oppure quando l’ostetrica mi darà la semplice istruzione di guardarmi i piedi e mi suderà il sopracciglio per farlo…