Sono le 7 e 30. Ho appena attaccato la lavatrice tutta fiera di me pensando che era l’ultima da fare, poi per scrupolo ho controllato anche il cesto in garage e ho scoperto che era pieno! Lo eliminerò il bastardo, bruciandolo dopo averlo sciolto nell’acido e fatto a pezzetti con l’accetta.
Ok è un periodo che sono nervosa.
Non scrivo da un pochino. E sono successe tante cose.
Dovete sapere che un bel giorno di fine ottobre decido che è il momento di fare il corso preparto. Tutta fiera del mio spirito di iniziativa, sostenuto da un amica che mi avrebbe fatto compagnia, mi informo su tutto. Chiamo l’ostetrica che lo tiene -credetemi che è una fatica per me sostenere conversazioni con estranei al telefono- e lei mi informa che serve il certificato di sana e robusta costituzione.
Babè penso. Non ci sono problemi ad averlo no? Chi si fa problemi per un corso preparto in cui al massimo mi suda un sopracciglio?
Nelle migliori storie a questo punto entra in scena l’elemento di ostacolo. Siccome le storie di vita vissute sono le migliori da raccontare ecco che pure nella mia entra un imprevisto. E’ un rubicondo signore sulla quarantina-cinquantina. Simpatico e gioviale. Mi guarda gli occhi, la panza e mi dice di sdraiarmi nel lettino.
Premesso che è una cattiveria dire ad una gravida di sdraiarsi sul lettino, visto che non conosco più la posizione a pancia in sù da tre mesi almeno e che soffoco appena sto a pancia in su e dormo costantemente di fianco, perchè se puta caso mi giro nel sonno sono incubi e mi sveglio letteralmente boccheggiando.
DUDUM DUDUM FFFFF DUDUM DUDUM FFFFFF
-ma sento qualcosa che non va. Una sorta di soffio. Fai una bella visita cardiologica. Ecocardiogramma e Ecografia cardiaca. Chiaramente niente certificato, è una cosa seria, non ci perdere tempo che non ne hai tempo da perdere-
Ecco penso io, che non sono un tipo ansioso ma sono tendenzialmente ipocondriaca e quindi se mi dicono una malattia io la ho sicuro. Ecco penso. Ho problemi cardiaci. Comincerò a prendere la cardioaspirina, morirò presto, avrò il pacemaker…
Incontro per caso la mia ginecologa che mi dice di stare tranquilla e di farmi questa visita ma i soffi li abbiamo una maggioranza delle persone e campiamo tranquilli anche in gravidanza. Mi tranquillizzo ma non troppo e affronto il viaggio a Catania con il mio amore.
Il giorno dopo l’arrivo a Catania mia madre, che non era tranquilla per nulla mi trascina dal cardiologo. Un Omino bassino e grassottello, dall’aria simpatica e cordiale. Trentanni di esperienza e primario di un reparto di cardiologia. Lui non sente nulla. Per sicurezza si fa sia l’elettrocardiogramma sia l’ecografia. Nulla da rilevare. Ci tranquillizziamo e affrontiamo la si fa per dire vacanza a Catania.
Torno a Siena e si va dal dottore, tutta contenta e con in mano anche delle analisi del sangue fatte a Catania, un poco sballate a dir la verità ma io che non ho mai avuto nulla in gravidanza se non la nausea, maledetta nausea, non ci do peso.
-Dottore non ho nulla. E’ tutto pulito. ECG ed Eco non hanno rilevato nulla, e il cardiologo (primario ripeto in un reparto di cardiologia) non ha sentito nulla.-
-Io l’ho sentito! risdraiati.-
Allora è un vizio. Sdraiata mi sento maleeee, in quale lingua devo dirlo? Tu non senti un soffio, senti il respiro di una che sta per morire di asfissia, senti il rantolo della morte altro che soffio. Vabbene mi sdraio.
-Vedi che lo sento? c’e’.. adesso ti chiamo il collega cardiologo. Collega tu senti qualcosa proprio qui? Beh si qualcosa c’e’ facciamo un controllo che non si sa mai-
Inutile ribadire senza mandare affanculo tutti che io il controllo l’ho già fatto. Figuriamoci se ci si fida di un medico del Sud. Calo le corna e riprenoto (a pagamento) il controllo a Siena.
Secondo voi cosa hanno trovato?
Nulla.
Nessun soffio. Per caso analizzando il cuore ha visto un assottigliamento in una membrana, forse un foro impercettibile non chiuso per bene dalla nascita. Niente da intervenire ma sarebbe meglio saperlo. Mi ha consigliato un’analisi da fare chiaramente a pagamento, ma anche dopo a saperlo per questa cosa non si interviene.
la ginecologa mi dice: beh e che ti doveva dire, se a Catania già non avevano sentito nulla. Per il forame non preoccuparti e questa analisi la facciamo solo dopo che partorisci.
Vado dal medico.
-Non è possibile, io lo sento. Il collega lo sente. Non me lo sono inventato il soffio. E’ che stavi nella posizione sbagliata, il medico ti doveva fare stare sdraiata così lo sentiva. AHHHH vedi che c’e’ qualcosa? Questo forame è da investigare sisi.. sentivo questo. Magari quando stai sdraiata si apre di più e si sente. Così io l’ho sentito.-
Mavaffanculo va!
(segue, ma adesso devo chiudere che in questa posizione ci sto male)