Prendi un matrimonio faticoso e un donna incinta; un paio di semplici mocassini in pelle e la suddetta donna incinta che decide di metterli per evitare i tacchi che è stanca. Prendi un caldo boia. Due piedi fasciati in pelle a 35 gradi. Prendi il giorno dopo un viaggio fino a Firenze, e poi uno fino a Catania.. la cena con 2 amici di cui una panzona e il dopocena con abulafia e la sua zita. Comprensiva di affascinante piano bar e ridente compagnia. Si fanno le due e ti svegli alle sette.
Metti tutto in un calderone e mescola a fuoco lento.
Oggi mi sono svegliata con i piedi e le caviglie che se le vedeva un macellaio me li tagliava per l’imminente natale.. Due succulenti zamponi.
Complice anche 40 gradi all’ombra e una passeggiata a cui non ero abituata, ora sono pulsanti e gonfi. Effettivamente mi mancava questa cosa. I piedi gonfi.
Veramente al piccolino manca anche un altra cosa.. il suo babbo. Che poi è un modo seminascosto per dire che alla quasimamma manca il sorriso brontolone del suo uomo. La mia patatina.
Un giorno vi racconterò…