E’ notte. E’ buio.
Sono nell’unica posizione in cui sto bene, essendo che la pancia lievita.
Un movimento, una bolla di aria più consistente. Il primo pensiero è stato che non faccio il mio bisogno grosso da 2 giorni. Un’altra bolla.
E ho pensato ad un articolo letto giorni fa.
- Mammina sono qui, qui dentro di te? Mi senti?
Immaginiamo appunto di avere puntato un piedino contro la soffice parete interna del ventre della mamma e di spingere con tutte le nostre forze per vedere un po’ che accade… qualcosa respinge dolcemente il piedino e intanto una voce arriva da dentro e da fuori, una voce calda e suadente che pronuncia parole che non comprendo ma che so essere belle.
Ritraggo il piedino e penso. Poi riprovo, mi piace quella voce e anche quel contatto. E ancora accade che qualcuno mi tocca e il suono della voce torna a rassicurarmi.
Non è un caso. Posso riprovare. Qualcuno risponde. È la mamma.
La stessa voce che alla sera, quando sento che la posizione è cambiata (la mamma si corica) e sto più comodo, canta la ninna nanna, la mia ninna nanna.
Pian piano mi sento cullare da una mano calda che si appoggia sulla pancia; a volte le mani sono due, c’è anche quella di papà. La mamma la guida dolcemente in questo momento, porta papà dove sente il mio corpo e aspetta, con calma per capire se sto riposando, per non disturbarmi.
Immaginiamo di essere quel bimbo e ricevere ogni giorno queste coccole, queste risposte.
Ci provo..
Allungo una mano e premo le dita in quella parte del pallone che mi ritrovo per pancia. Dopo dieci secondi una botta netta sulle mie dita. Il mio torello mi ha dato il cinque! Siamo una squadra.
Questa è la mia teoria. Il quasibabbo sostiene che semplicemente andavo a premergli sui coglioni e mi ha dato un calcio di protesta. Un romanticone lui.
Sono passata dalla perplessità, all’impressione, allo stupore, alla consapevolezza di avere un alien in pancia, alla consapevolezza più preoccupante che ho un figlio amante della notte come me. Sveglissimo di notte e pacioccone di giorno.
Intanto a 20+2 le nausee persistono, non demordono, ma neanche alienano tutto sommato. Ieri vado in un centro commerciale che avevo visto dei pantaloni premaman interessanti. Esco da li’ con:
-pacchetto di patatine da 400gr (con ragazzino pseudodivertente che mi ha detto:” signorina non le piacciono le patatine vedo”)
-nutella
-brioscine
-2 babà con panna e rum
-caramelle (vabbè quelle necessarie alla nausea)
Una telefonata di qualche giorno fa.
“quasimamma ma tu ti senti pronta per questa cosa?”
e io: “che domande. Certo che no. Ma sono fiduciosa credo nella terapia d’urto. Male che vada lo cucino al forno con le patate.”
Povero il mio piccolo. Che mamma snaturata che ha.
Settembre 25, 2008 alle 6:53 pm |
mizzeca, andiamo a fare la spesa insieme!!!
Settembre 26, 2008 alle 10:18 am |
eh mi sa che ti conviene…