Accade che quasi senza pensarci prendi il tuo blog e inizi a scrivere un’emozione che non vorresti. Però la hai li, che ti spunta dalla gola.
E ti fermi, perchè sono implicate altre persone e non vuoi che la cosa faccia soffrire o rimarcare un dolore che di per se è inconsolabile.
E poi prendi un post di 3 anni fa. Un post in cui immagini la persona, che oggi stai salutando, sorridere.
Ed ecco che tutto si fa più facile anche se per nulla meno sofferto.
Il Signor Calanna era una persona squisita, d’altri tempi. Lui non meritava che gli dessimo del lei, ma del Voi, anche se naturalmente non lo facevamo. Meritava tutta il rispetto di un uomo che si sbracciava per chiunque avesse bisogno. Il rispetto di chi ha cresciuto la sua famiglia con determinati valori e li ha portati avanti fino all’ultimo.
Aveva un volto splendido, con capelli bianco latte. Solcato da profonde rughe in cui potevi leggerci tutta la storia della sua vita, e potevi chiedere. E lui raccontava, con semplicità. L’unico vino che io abbia mai bevuto con piacere me lo faceva lui. E se lo ricordava che mi piaceva.
Una volta mi donò una rosa rosa, profumata come mai avevo sentito. Porterò sempre il suo profumo nel cuore.

Notizie così ti colpiscono, perchè sai che il cerchio della vita è per tutti. E hai 36 anni e anche i tuoi invecchiano e hanno i loro malanni. E tu sei mamma oggi e non più figlia, ma resti figlia sempre e nel profondo del cuore.
Arrivederci Signor Calanna.. e senta.. mentre fa l’angelo custode ai suoi nipoti, pensi anche al mio, che un occhio in più non fa mai male!
Grazie!!! hai fatto un ritratto perfetto del mio papà.
mi manca come l’aria.