Ciccio Ricciopasticcio era un istricino molto vivace e allegro, che amava fare gli scherzetti. Un giorno Cicciopasticcio pensò ad uno scherzetto da fare agli amici del bosco. Andò a suonare la porta di ognuno di loro, e prima che questi aprivano la porta, lui scappava via. Tutto filava liscio con grandi risate di Riccio Cicciopasticcio e grandi mormorii di chi subiva lo scherzo, fino a che Ciccio Ricciopasticcio non provò a suonare ad Albertino il coniglietto. Albertino era un tipo furbo e schivo. Aveva messo un sistema di specchi per fare in modo che quando qualcuno passava di li, subito lui vedeva chi era.
Ciccio Ricciopasticcio suonò alla porta e scappò. Ma Albertino il coniglietto l’aveva visto da un pezzo che era lui. E ideò uno scherzetto pure lui. Seguì Ciccio Ricciopasticcio e aspettò che dormisse. Poi legò alla sua codina un campanellino.
Ciccio Ricciopasticcio si sveglio e scodinzolando scoprì che scampanellava.
Un passetto, due passetti, e DIN DIN DON.
Era triste Ciccio Ricciopasticcio perchè non poteva più fare gli scherzetti che tutti sapevano dov’era. Ma una domenica calò nel bosco la nebbia. Non si vedeva nulla e tutti gli animali del bosco si persero. Allora Cicciopasticcio che era seduto vicino ad un piazzale, sentì le urla dei suoi amici che si scambiavano informazione, persi com’erano nella nebbia. Cominciò a scodinzolare.
Un passetto, due passetti e DIN DIN DON.
Un passetto, due passetti e DIN DIN DON.
Un passetto, due passetti e DIN DIN DON.
Tutti gli animali seguirno lo scampanellio di Ciccio Ricciopasticcio e si ritrovarono nel piazzale, ad abbracciare Ciccio Ricciopasticcio che non aveva più bisogno di fare il monello per attirare l’attenzione, perchè compiendo una buona azione si era fatto amare da tutti.
MORALE DELLA FAVOLA: non c’e’. Quando ti ritrovi un figlio isterico, in stato quasi comatoso dal sonno, che vuole sentire la tua voce per addormentarsi, ma non vuole le canzoni, ecco che parli a vanvera.
Ommioddio, e io che non ho mai preso sul serio mia zia quando alle cene natalizie tira fuori la solita storia che, quando ero piccolo, doveva inventarsi un mucchio di favole per farmi mangiare la pappa….
Cmq grande ele!!! riccio cicciopastriccio e’ da brevettare!!!
certo brevettiamolo! Sia mai che da grande farò la scrittrice di fiabe per bambini..