non una scimmietta.. un galletto vallespluga

Ottobre 17, 2008 di quasimamma

La mia Doc non ha resistito al mio sguardo pietoso e mi ha rifatto l’ecografia. Ha preso tutte le misure per bene ed è riuscita ad inquadrarlo in un modo che quasi piangevo. L’ho visto bene, con le manine a pugno davanti alla boccuccia e il nasino a patatina (tutto la mamma si). Chiaramente l’ho visto dopo che il quasibabbo aveva intravisto già da mezzora il viso e gli occhi che a me parevano stomaco e vescica…

E’ definitivo. Un maschietto. Che mi dava le botte mentre la Doc mi passava l’ecografo e io le vedevo nello schermo e le sentivo nella pancia. Le sentiva anche la Doc e rideva…
Insomma dalle tabelle su internet è lungo 33 cm e pesa 800gr. Un gallettino vallespluga.

Quindi tutto a posto. Tranne che il mio medico di famiglia mi ha visitato per avere un certificato di sana e robusta costituzione per il corso preparto e visitandomi ha sentito il cuore e ha deciso che il certificato non me lo fa finchè non passo visita cardiologica. Si vede tema un infarto quando vedrò il video del parto, oppure quando l’ostetrica mi darà la semplice istruzione di guardarmi i piedi e mi suderà il sopracciglio per farlo…

23+1

Ottobre 15, 2008 di quasimamma

quasimamma: amore sono preoccupata
quasibabbo (disteso a letto con un occhio aperto e uno chiuso, semiaddormentato): perchè?
quasimamma: sono incinta
quasibabbo: …
quasimamma: e mio figlio non ha neanche le mutande!
quasibabbo: beato lui!

Siamo a più di metà gravidanza. In tutto mio figlio ha una camicina della fortuna, un bavaglino e un paio di scarpe rosse che userà almeno a 6 mesi.
Dormirà in un cassetto del como’, lo ciberò con un guanto di plastica che bucherò in fondo a mo di biberon e userà i miei assorbenti come pannolini. Me lo sento!

22 settimane.. ho una scimmia per figlio.

Ottobre 7, 2008 di quasimamma

Il mio bimbo c’e’.
Ok lo sapevo che c’era ma ogni volta mi viene il panico di non trovarlo più misteriosamente (ok non è normale lo so )

Ho beccato 2 medici stitici come non mai, ma è tutto nella norma mi hanno detto. Prendendo dei grafici su internet ho visto che il pargolino è lungo circa 26 cm e pesa all’incirca 500 gr. E’ una scimmietta con femore nella norma ma braccine lunghissime. Sto partorendo l’uomo di neanderthal? Considerando i miei peli, potrebbe essere.
Insomma sono contenta ma poco soddisfatta.. il 16 ho la visita dalla mia Gine e mi sa che anche se è passato poco l’eco la rifaccio.
Chiedo se è un maschietto e mi risponde l’ecografista: vede questo? molto probabilmente è un pisellone.
Molto probabilmente? che significa che si può sbagliare alla 22 settimana?
E adesso che faccio, lo considero maschio e basta? Poi se è femmina almeno ci facciamo quattro risate in sala parto.

Piccole chicche della giornata:

Mi semisveglio alle 5 quando paolo va a lavorare e sogno di chiedergli di puntarmi la sveglia. L’ho appunto sognato. Torna il mio lui e guarda me appena seduta nel letto, rincoglionita come non mai, e dopo mezzora avevamo la visita.

Realizzo che i ricercatori hanno trovato in me l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia e che dovrei depilarmi, ma ho appunto mezzora, di cui venti minuti di strada e dieci minuti di movimenti bradipeschi, quindi mi affretto e dico: pazienza mi chiameranno l’estetista africana per le treccine in posti insoliti.

Arrivo spaccando il minuto, con il mio patner che diceva ogni 2 minuti che eravamo in ritardo

Aspetto 40 minuti. Quando sono sulla porta dell’ambulatorio la dottoressa mi blocca dicendomi: “Mi scusi signora ma ci hanno appena chiamato e dobbiamo verificare la presenza di un battito cardiaCO, la signora ha evidenti motivi di precedenza. Io mi scanso veloce e torno con le lacrime agli occhi a sedere in sala d’aspetto e il mio lui non capisce. E io: poverina non sa se troverà il battito cardiaco, rischia di perderlo. Mi è venuto un magone per quella signora che quasi mi viene da piangere anche ora. Cmq è uscita di li che sembrava tranquilla. Speriamo sia tutto bene.

Mi sono pesata. 62 kili. Partivo a inizio gravidanza da 58 kg, ma poi ero dimagrita 3 kili arrivando a 55 kili. Quindi come calcolo quanto sono ingrossata? Sono solo 4 kili o sono 7 kili e la gine il 16 mi uccide?

ULTIMA FIGURA DI MERDA FATTA CON I SUOCERI:

si parla di nomi e dico: Paolo finora ha proposto UGO, MATTIA,.. CESARE. Ma vi immaginate CESARE? salve, sono cesare ragazzi!
suocera: Mio padre si chiamava CESARE AUGUSTO
pensiero mio: signore ti prego, visto che parlo tanto male del papa, vendicalo ora! apri una voragine e fammi sprofondare li.

fiocco azzurro per Ausilia e Giovanni

Ottobre 1, 2008 di quasimamma

Ok è nato.
Ieri un giorno a non sapere come era andata a finire. Io che leggo la fine di un libro prima ancora che l’inizio perchè non reggo la tensione del non sapere.
A mezzanotte mi arriva un sms del papà.
E’ nato Francesco Stella alle 23:35 tutto ok
Ho apprezzato eh.. mi ha fatto sorridere. Stitico col telefonino come sempre non si è smentito. Non si rende conto che il bimbo appena nato è un pollo di cui tutti vogliamo sapere lunghezza e peso.
Comunque dopo una lacrimuccia, ma non diciamolo troppo forte, mentre andavo a letto ho realizzato.

Non fatevi trarre in inganno dalla foto da fiaba. Non l’ha portato la cicogna. E’ stata la mamma a partorirlo e sentire un flop appena uscito, a svenire e ad avere il punto croce su quei posti innominabilil.
Le mamme del mondo si meritano solo un grosso regalo! Apparte il pollo che per inciso è nato di 2,750 kg.

Auguri!!!

se cammini ti si sgonfiano le caviglie..

Settembre 30, 2008 di quasimamma

Le donne gravide devono passeggiare. Lo dicono tutti. Aiuta la circolazione.
Oggi armata del mio fedele ipod prendo l’autobus e vado a trovare il papa’ in ufficio.
Premesso che il mio ipod tanto fedele non è perchè mi abbandona sempre quando c’e’ più bisogno di lui e si scarica, essendo io non rassegnata all’idea di caricarlo per lo meno una volta al mese.
Cammino, cammino..
“trovo molto interessante la mia parte intollerante
… trovo molto interessante la mia parte intollerante…”

Accompagnata da Capareza, percorrevo un viale (viale ionio per i catanesi) quando una spada mi si conficca nel culo.
Appurato che non era uno dei miei giochi di ruolo, appurato che anche ieri avevo il nervo sciatico infiammato.. appurato tutto realizzo che questa camminata ha dato sicuramente i suoi frutti. Cammino come uno zoppo, con un pallone nella pancia e la nausea che mi tormenta. E l’ipod si ferma.
Imprecando arrivo in piazza (piazza borgo) ad aspettare un autobus che mi porti a casa. Decido di fare la spesa uscendo dal supermercato con 20 brioscine differenti, 3 banane e 5 pesche.

Il tutto con la bionda panzona che non mi sta facendo sapere nulla e mi aspetto tra poco il suo sms del peso di francesco.

Insomma bilancio della giornata:

uscita da casa con caviglie gonfie
tornata a casa con spada nella natica, zoppicante, con la nausea e 20 brioscine in più.

Ahhh prima che dimentico..
Oggi sono arrivati nel mio blog cercando sui motori di ricerca:
quasimamma, suppostine, E SE NON TI RICORDI L’ ULTIMA MESTRUAZIONE E PENSI DI ESSERE INCINTA??

quando i sogni esprimono la realtà

Settembre 28, 2008 di quasimamma

Vorrei dire ai miei aficionados (non sembra ma ci sono) che questo non è un post sulla mia gravidanza. Anche se mentre lo scrivo mi accarezzo la pancia. Anche se sono le 630 del mattino e mi sono alzata dal letto per vomitare e ho la gola in fiamme.

Stanotte ho sognato casa di mia nonna e mio nonno. La mitica Via della Bainsizza. Che meriterebbe un ovazione solo per il nome simpatico, ma in realtà sta in un quartiere abbastanza malfamato, e poco raccomandabile da frequentare di notte, ma diciamocelo, anche di giorno.
Devo premettere una cosa. I miei nonni sono morti da tempo. La loro casa, con tutte le nostre cose li dentro è stata espropriata da una famiglia “per bene” che ha pensato bene di buttare tutto quello che c’era li dentro e farne un uso personale. Nemmeno il giudice ha potuto (voluto) fare qualcosa.

Quando sogno la mia famiglia, la sogno sempre in quella casa. E’ la casa della mia infanzia. Lì ho passato gli anni della mia asma, Lì passava la mattina e la sera il signor ciccio, il gelataio a venderci granite la mattina e gelati puntuale alle 1630. Lì mio nonno andava con le tazze e le faceva riempire di granita per i nipoti e la mia (che ero malata e granita con la febbre e l’asma non la potevo mangiare), la faceva riempire di tanta panna e un tozzettino di granita, per fare contenta una bambina di pochi anni che tossiva come una tisica. Insomma sogno sempre mia nonna e mio nonno, e noi che andiamo in quella casa. Ma non sono ricordi di eventi vissuti. E’ come se vivessi una realtà alternativa nei sogni, dove i miei nonni sono ancora vivi, pronti a parlarmi e a elargire consigli anche non richesti. Lì festeggio le feste, racconto che sono incinta, cucino della pasta in bianco perchè ci siamo scordati di fare la spesa.
Sempre anche nei sogni, con la consapevolezza che quella è una realtà alternativa, perchè tutti noi sappiamo che non è reale. Perchè chi è morto sa di essere morto. E chi non è morto sa di essere l’unico a essere rimasto in vita. E sa che quella casa piena di problemi e amore non c’e’ più.

Oggi nel sogno io e mia madre andavamo dai miei nonni, col pane caldo caldo in una busta di carta. Guidava mia madre. E io le dicevo: “mamma questo è un sogno lo sai, sennò non potremmo fare questa cosa”. Arriviamo a casa dei nonni. Non c’e’ mia nonna affacciata.
Entriamo nel portone. Bussiamo. C’è una donna che discute col marito li dentro. Parlano come degli zingari ma non so perchè so che è Serba. La casa non ha lo stesso odore e calore di sempre. Ci guardiamo in faccia e rendiamo conto che quella è la casa reale di adesso. Dove un altra famiglia ci abita. Parlo con la donna e esprimo tutta la mia indignazione. Le dico che della casa non me ne frega nulla, ma una telefonata anonima per dire dove avevano buttato decenni della nostra vita potevano pure farlo. Le dico che sono consapevole che nella sua vita chissà quante volte la hanno nel loro paese buttata fuori da casa, o l’abbia persa per bombardamenti. Ma come si sarebbe sentita se avessi buttato nel cesso una pila di lettere sue e del suo amore. La casa non importa, ma i ricordi?

Mi sveglio. Ho la gola piena di muco. Vomito.

E penso che quella casa ormai contiene un’altra famiglia, che non è serba, ma è catanese. E magari sono felici, con un tetto sulla testa. E magari non lavoravano e piuttosto che una casa abbandonata meglio una che vive e cresce. Però le cose dei miei nonni me li potevano pure lasciare. E la cosa mi fa rabbia.

E realizzo che quello che più mi fa rabbia è che stanotte non ho visto e abbracciato i miei nonni ma ho parlato con un’estranea.

I ricordi sono dentro di me. Ma lasciatemi i sogni, cazzo!

p.s.
e mentre che penso a tutto questo penso anche ad una mia amica che leggerà forse queste righe tra una settimana, in questo momento ricoverata. Oggi le inducono il parto. Chissà se è già sveglia. Chissà come si sente al pensiero che tempo POCHE ore, quelle 24-36 ore di sofferenza di una primipara, sentirà il calore di Francesco, il suo pargolo.

HO UN ALIEN NELLA PANCIA

Settembre 25, 2008 di quasimamma

E’ notte. E’ buio.
Sono nell’unica posizione in cui sto bene, essendo che la pancia lievita.
Un movimento, una bolla di aria più consistente. Il primo pensiero è stato che non faccio il mio bisogno grosso da 2 giorni. Un’altra bolla.
E ho pensato ad un articolo letto giorni fa.

Immaginiamo per qualche istante di essere un piccolo feto.
Un bimbo prenatale che deve sperimentare ancora tantissimo per trovare i mezzi per comunicare e relazionare con il mondo, un cucciolo che ci prova da subito a farsi sentire.
Tocca i confini del suo mondo (le pareti dell’utero), porta il dito alla bocca per succhiarlo un po’. Accarezza il cordone ombelicale, lo afferra, lo tira; spinge puntando manine e piedini e si sposta.
Sente la voce della mamma e del babbo. Aspetta. Dorme. Sogna.

- Mammina sono qui, qui dentro di te? Mi senti?

Immaginiamo appunto di avere puntato un piedino contro la soffice parete interna del ventre della mamma e di spingere con tutte le nostre forze per vedere un po’ che accade… qualcosa respinge dolcemente il piedino e intanto una voce arriva da dentro e da fuori, una voce calda e suadente che pronuncia parole che non comprendo ma che so essere belle.
Ritraggo il piedino e penso. Poi riprovo, mi piace quella voce e anche quel contatto. E ancora accade che qualcuno mi tocca e il suono della voce torna a rassicurarmi.
Non è un caso. Posso riprovare. Qualcuno risponde. È la mamma.
La stessa voce che alla sera, quando sento che la posizione è cambiata (la mamma si corica) e sto più comodo, canta la ninna nanna, la mia ninna nanna.
Pian piano mi sento cullare da una mano calda che si appoggia sulla pancia; a volte le mani sono due, c’è anche quella di papà. La mamma la guida dolcemente in questo momento, porta papà dove sente il mio corpo e aspetta, con calma per capire se sto riposando, per non disturbarmi.

Immaginiamo di essere quel bimbo e ricevere ogni giorno queste coccole, queste risposte.

Ci provo..
Allungo una mano e premo le dita in quella parte del pallone che mi ritrovo per pancia. Dopo dieci secondi una botta netta sulle mie dita. Il mio torello mi ha dato il cinque! Siamo una squadra.
Questa è la mia teoria. Il quasibabbo sostiene che semplicemente andavo a premergli sui coglioni e mi ha dato un calcio di protesta. Un romanticone lui.

Sono passata dalla perplessità, all’impressione, allo stupore, alla consapevolezza di avere un alien in pancia, alla consapevolezza più preoccupante che ho un figlio amante della notte come me. Sveglissimo di notte e pacioccone di giorno.

Intanto a 20+2 le nausee persistono, non demordono, ma neanche alienano tutto sommato. Ieri vado in un centro commerciale che avevo visto dei pantaloni premaman interessanti. Esco da li’ con:
-pacchetto di patatine da 400gr (con ragazzino pseudodivertente che mi ha detto:” signorina non le piacciono le patatine vedo”)
-nutella
-brioscine
-2 babà con panna e rum
-caramelle (vabbè quelle necessarie alla nausea)

Una telefonata di qualche giorno fa.
“quasimamma ma tu ti senti pronta per questa cosa?”
e io: “che domande. Certo che no. Ma sono fiduciosa credo nella terapia d’urto. Male che vada lo cucino al forno con le patate.”

Povero il mio piccolo. Che mamma snaturata che ha.

Non siamo stati “mangiati” dal buco nero

Settembre 10, 2008 di quasimamma

che delusione.. io ero pronta. Ho pure vomitato per l’emozione. Count Down..3…2…1 partito l’acceleratore di Ginevra. Il Large Hadron Collider, chiamato dai più LHC ha accelerato il primo fascio di protoni. Nel tentativo di sostituirsi a Dio e ricreare il BigBang, alla ricerca di quella particella, proprio chiamata la “particella di Dio” che è il bosone di Higgs, tanto teorizzata ma mai fisicamente osservata. C’era una bella teoria. L’immensa energia in gioco, e i meccanismi fisici che non sto qui a spiegare, avrebbero potuto creare un buco nero proprio sulle nostre teste.

Siamo ancora in tempo.

Oggi i protoni si sono fatti solo un giro per vedere come si trovavano a percorrere l’anello, un bel giro completo. Tra circa un mese si fa un bel gioco. Un fascio di la, un fascio dall’altro lato e si salvi chi può. L’autoscontro dei protoni. Il proton-scontro.

Voglio il buco nero, su scienziati.. impegnatevi…

p.s. chi volesse informarsi su questa cosa e non ne sapeva niente si faccia una bella ricerchina su un motore di ricerca su :)

e dopo un bovino per figlio, adesso i piedi come uno zampone!

Settembre 8, 2008 di quasimamma

Prendi un matrimonio faticoso e un donna incinta; un paio di semplici mocassini in pelle e la suddetta donna incinta che decide di metterli per evitare i tacchi che è stanca. Prendi un caldo boia. Due piedi fasciati in pelle a 35 gradi. Prendi il giorno dopo un viaggio fino a Firenze, e poi uno fino a Catania.. la cena con 2 amici di cui una panzona e il dopocena con abulafia e la sua zita. Comprensiva di affascinante piano bar e ridente compagnia. Si fanno le due e ti svegli alle sette.

Metti tutto in un calderone e mescola a fuoco lento.

Oggi mi sono svegliata con i piedi e le caviglie che se le vedeva un macellaio me li tagliava per l’imminente natale.. Due succulenti zamponi.

Complice anche 40 gradi all’ombra e una passeggiata a cui non ero abituata, ora sono pulsanti e gonfi. Effettivamente mi mancava questa cosa. I piedi gonfi.

Veramente al piccolino manca anche un altra cosa.. il suo babbo. Che poi è un modo seminascosto per dire che alla quasimamma manca il sorriso brontolone del suo uomo. La mia patatina.

Un giorno vi racconterò…

volevo un bimbo.. e mi sono trovata un bovino…

Agosto 29, 2008 di quasimamma

Ieri ho fatto la visita a 16+3 settimane. Avete imparato il sistema matematico in gravidanza vero?!

Insomma, analisi apposto, si vomito sempre, si bevo, mangio.. no non si tromba per nulla (ops questo non me l’ha chiesto, non sono stata io a scriverlo amore.. sono gli ormoni che muovono  le mie dita…).

Mi sdraio a fare l’ecografia. Premesso che mi è preso un dolorino alla chiappa sinistra topo sciatica che per sdraiarmi a pancia in su ci è voluta tutta la mia agilità da bradipo voglioso di vedere il suo pargolo, perchè fosse stato per me stanotte avrei dormito appesa ad una gruccia gigante con la fronte legata alla gruccia per non farmi cadere la testa. Premesso anche che ogni visita appena si accende l’ecografo mi vengono i sudori freddi perchè comincio a immaginare scene pietose di bimbo che improvvisamente non c’e’ piu’, come se potesse fare la truscia*** e andarsene via senza che io me ne accorga. Insomma premesse tutte le paranoie maniacoansiosocompulsive che mi ritrovo ogni volta che il gel arriva nella mia pancia la visita è andata bene.

Volevo sapere il sesso, ma il “piccolino” ha deciso di riscaldarsi il pisellino-passerotto con il calore del suo bel cordone ombelicale, che aveva discretamente poggiato proprio lì su, e che impediva qualsiasi precognizione di maschietto o femminuccia. Tanto tesa ero io, quanto rilassato era lui. Immaginatevi un bimbo, con i piedini incrociati che poggiano sulla parete della mia pancia, una manina a grattarsi oziosamente l’orecchio e l’altra che smuove il liquido amniotico per farsi corrente e bere meglio i quintali di liquido che in un ora è stato capace di ingurgitare. Era sempre li a bere.

E’ l’ora delle misure. Si comincia dalla circonferenza cranica. Si avete proprio pensato bene.. quella che farà la differenza, essendo la testa la cosa più grossa che deve passare dalle mie cavità innominabili.

-Uh che bel testone…- fa la Doc

-Ma no dai.. è piccolino- rispondo io già immaginando scene truculente di punto a croce sulla mia vagina dopo il suo passaggio.

-No no è proprio sopra la media, un bel torello proprio, guarda il femore, la pancia.. tutto sopra la media di almeno una deviazione standard- ribatte la Doc che nel frattempo prende le altre misure e non riflette sulla mia paranoia da scenario biblico di “partorirai con grande dolore.. questa è la punizione per aver mangiato il più brutto dei miei frutti, cioè la mela.. ancora sei nel paradiso e già pensi alle diete, donna di pochi principi!”

Insomma ho un bovino nella pancia, che dorme, gli fa freddo nelle parti intime e beve in quantità. Che ne pensate?

***truscia= fazzoletto di cotone legato ad un bastone, quando ero piccola e minacciavo di scappare di casa legavo dentro un fazzoletto i miei tesori , mettevo il bastone in spalla e dicevo: Io vado via. Per oggi non chiamo il telefono azzurro ma scappo di casa.